Quale futuro per i Project Manager?

Quale futuro per i Project Manager?

Secondo i dati raccolti dal Project Management Institute, “Le ricerche indicano che le aziende nel mondo da qui al 2027 dovranno ricoprire ogni anno quasi 2,2 milioni di nuovi ruoli project-oriented. Ciò significa che i project manager qualificati saranno molto richiesti”(1).
Ma quali sono le sfide e le competenze con cui si devono misurare i project manager oggi e per gli anni a venire?

1. L’espansione dell’intelligenza artificiale (AI) e dell’automazione

L’intelligenza artificiale e le sue implicazioni sono oggetto di crescente interesse e l’impatto suo e dell’automazione sono evidenti anche nella gestione dei progetti: non solo per svolgere le attività quotidiane di gestione, ma anche per ottenere informazioni dettagliate sulle prestazioni. I project manager possono utilizzare l’automazione per eseguire attività complesse, che vanno dalla pianificazione alla visualizzazione dei dati, e prendere decisioni informate sulla base delle informazioni acquisite.
Imparare a sfruttare l’intelligenza artificiale per automatizzare i dati renderà molto più semplice l’esecuzione del progetto e consentirà di costruire relazioni significative con i membri del team e con i clienti.

2. Approcci ibridi e personalizzati alla gestione del progetto

È necessario prendere definitivamente atto del fatto che non tutti i progetti sono uguali e non tutti i team possono attenersi alla stessa “metodologia”. Proprio per questo il concetto di project management ibrido sta guadagnando spazio e attenzione e il numero di project manager e Scrum Master che combinano più di una metodologia/approccio aumenta di giorno in giorno. Il project Management ibrido si riferisce infatti a metodi che combinano approcci di PM predittivo/”tradizionale” e approcci di PM Agile. Questa tendenza appare sempre più evidente anche nella espansione delle certificazioni che puntano sul tailoring e sulla ibridazione di principi, tecniche e strumenti di project management e nella nuova idea di PMP® che traspare dall’impostazione data dal PMI® al relativo esame da gennaio 2021.
Quando si implementa il modello ibrido, riunire tutti i progetti, attività, persone e comunicazioni in un unico “contenitore” può aiutare a fare le giuste scelte aziendali.
Ad esempio, i membri del team con punti di vista e stili di lavoro diversi possono lavorare insieme a modo loro, creando maggiore stabilità, impegno ed efficienza.
Il Project Manager è chiamato ad usare la sua discrezione per capire quale approccio funziona meglio per un progetto specifico. I project manager che colgono le grandi trasformazioni in atto e la necessità di comprendere il contesto in tutte le sue sfaccettature si orienteranno verso un mix di agile e “tradizionale” per ottenere il meglio da entrambi i mondi.

3. L’impatto dell’intelligenza emotiva

In che modo la capacità di comprendere e riconoscere le emozioni ha a che fare con il successo del progetto? In un sondaggio effettuato da TalentSmart(2), è emerso che il 58% degli intervistati ritiene che l’intelligenza emotiva sia uno dei più forti predittori delle prestazioni, indipendentemente dalla natura del proprio lavoro.
La gestione dei progetti va oltre la definizione dell’ambito, la definizione delle scadenze, la decisione del budget. I project manager devono gestire anche e prima di tutto le persone. Non riuscire a capire le emozioni dei membri del team può determinare l’insuccesso del progetto.
Per affrontare personalità diverse e garantire il successo del progetto, è necessaria una corretta comprensione delle emozioni (proprie e altrui). Si tratta quindi di un’abilità di leadership necessaria per i project manager, come emerge anche dalla centralità acquisita da questa soft skill nel nuovo esame PMP. Imparare l’arte delle emozioni e ciò che guida le persone sta diventando più importante che mai per prevedere la riuscita del progetto.

4. Maggiore attenzione all’analisi dei dati e ai numeri

La gestione del progetto richiede molti dati. I project manager sfruttano sempre più le informazioni sui dati per prendere decisioni informate allo scopo di gestire meglio i progetti e aumentare il valore di business.
L’uso dell’analisi dei big data ha già iniziato a plasmare il mondo della gestione dei progetti, che si tratti di pianificazione del progetto, gestione della qualità o stima del rischio. I dati raccolti sono utili per imparare come formare i team, le dimensioni del team, come includere e posizionare i membri del team e quali siano le competenze necessarie per gestire al meglio i progetti.
Il Project Manager del futuro (e del presente) sfrutta i progressi tecnologici. L’analisi dei dati, se utilizzata nel modo giusto, ha il potere di produrre molto valore di business.

5. Strumenti e soluzioni avanzati per la gestione dei progetti

Nell’attuale era digitale, gli strumenti di project management sono diventati una parte indispensabile della gestione dei progetti. I numeri ci raccontano che il 77% dei progetti ad alte prestazioni utilizza software di project management per pianificare, eseguire e controllare tutti gli aspetti della gestione del progetto.
Gli strumenti di gestione del progetto sono di grande aiuto per i project manager per pianificare e consegnare i progetti secondo gli obiettivi fissati e offrono inoltre ai membri del team una piattaforma per comunicare e collaborare “in un unico luogo”. Ma non bisogna mai dimenticare che sono le persone che devono guidare gli strumenti e non viceversa.

6. Aumento del lavoro a distanza

Non è una novità che il numero di persone che lavorano da remoto sia salito alle stelle negli ultimi anni. E le note vicende sanitarie che hanno interessato e continuano a interessare tutto il mondo da ormai più di un anno hanno dato una ulteriore decisiva spinta a questa tendenza, che possiamo ritenere ormai irreversibile.
La gestione remota dei progetti come new normal offre però anche molti vantaggi: maggiore flessibilità negli orari, annullamento delle distanze e del problema degli spostamenti, riduzione dei costi generali, opportunità di lavorare con un pool di talenti diversificato.
La sfida ovviamente risiede nel riuscire a tirare fuori il meglio dal team virtuale: mantenere contatti solidi (es. riunioni di check-in settimanali o bisettimanali e chiamate anche one-to-one per sapere come stanno andando le cose), responsabilizzare i membri del team, utilizzare strumenti di collaborazione online. Non per niente, il PMI® ha dato grande risalto a questo aspetto nel nuovo esame PMP®.

A tutto questo si aggiunge la necessità di porre ancora più attenzione alle misure di sicurezza informatica e la consapevolezza che per le nuove generazioni di project manager queste tendenze rappresentano e rappresenteranno la sola realtà conosciuta…

Lo Staff di PME

(1)L’informazione è reperibile a questo link.
(2) Per approfondimenti si può consultare il sito TalentSmart.
I contenuti del nostro blog, salvo esplicita diversa indicazione con citazione della fonte, sono tutti originali e provengono dal bagaglio di conoscenze, competenze ed esperienze del nostro gruppo di lavoro.
PMI®, PMP®, PMBOK® sono marchi registrati del Project Management Institute.
PME è Franchise Trainig Partner di PMaspire, A.T.P. del Project Management Institute per i corsi PMP®, CAPM®, PMI-ACP®, anche nella modalità a distanza e nella formula virtual classroom. Se desideri avere ulteriori informazioni contattaci.

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