Crowdfunding e Project Management: capire lo strumento e renderlo di successo

Crowdfunding e Project Management: capire lo strumento e renderlo di successo

 

CrowdfundingPer capire che cos’è il crowdfunding non c’è modo migliore che ricorrere al significato letterale del termine, ovvero «trovare fondi attraverso la folla». In un mondo in cui i soldi iniziano a scarseggiare un po’ per tutti ma soprattutto per i giovani, i creativi, i makers, gli innovatori, il crowdfunding potrebbe, sommariamente, essere definito come un nuova forma di accesso al credito. Per trovare i soldi e finanziare un’idea che, almeno agli occhi di chi l’ha avuta, sembra buona, non si ricorre, quindi, ai canali tradizionali, a quelle banche che sempre più spesso negano l’accesso al credito a privati e piccole imprese e, soprattutto, a quelli che in dote portano solo la loro creatività, ma alla folla (crowd) ovvero alle persone comuni. Si tratta, in definitiva, di una nuova forma di economia dal basso, uno dei tanti ritrovati della sharing economy che, di fronte alla crisi globale, si è rimboccata le maniche per trovare forme di finanziamento alternative.

Nato appunto come forma di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse, il crowdfunding è oggi tra le forme più diffuse ed efficaci di finanziamento di progetti imprenditoriali e creativi. I siti web fanno da piattaforma e permettono ai fundraiser di incontrare un ampio pubblico di potenziali finanziatori.

Le idee possono essere le più varie: di certo il crowdfunding è una delle strade privilegiate dagli startuppers e, più in generale da tutti quelli che battono le strade dell’innovazione, soprattutto digitale. Tuttavia, molti dei progetti recentemente finanziati nel nostro Paese riguardano anche settori che con il digitale hanno poco a che fare: si va dalle biciclette, ai libri, ai film, fino a progetti di economia sociale.

Esistono diverse modalità con cui un progetto può essere finanziato. Si tratta di metodi che variano da paese a paese, perché devono adattarsi alla specifica legislazione fiscale ed economica, ma possono essere sinteticamente riassunti nei seguenti punti:

  • Donation based = In questo caso l’investitore, il finanziatore dell’idea, fa una donazione in denaro. Si tratta, quindi, di un donatore che non riceve nulla in cambio e, in questo caso, si ha a che fare con una tipologia di crowdfunding particolarmente adatta a progetti di carattere sociale e civile. La donazione, in Italia, è specificamente regolata dal Codice Civile;
  • Reward based = L’investitore riceve una ricompensa, ovvero un ritorno economico che può consistere, con le differenze del caso, in una somma di denaro o anche nel prodotto/servizio realizzato. Si tratta del modello maggiormente utilizzato per vendere un prodotto/servizio anche prima della sua effettiva realizzazione;
  • Social lending o peer-to-peer lending = Si tratta di un prestito di denaro tra privati a prezzi più favorevoli rispetto a quelli di mercato;
  • Equity based = A fronte del finanziamento di un progetto, la crowd riceve in cambio la partecipazione al progetto stesso, o meglio la partecipazione alla compagine finanziaria dell’impresa finanziata. Nonostante gli stringenti vincoli normativi che ancora sussistono, si tratta dell’unica forma di crowdfunding regolata in Italia con una specifica normativa (un Decreto Legge e un regolamento Consob), ritenuta all’avanguardia al livello europeo. In Italia l’equity crowdfunding si rivolge alle sole startup innovative, una tipologia di imprese che, per l’alto tasso di rischio connaturato all’iniziativa e, allo stesso tempo, per l’alto potenziale di rendimento, si rivelano inadatte alle forme tradizionali di accesso al credito ma particolarmente interessanti per gli investimenti in capitale di rischio.

Per realizzare una campagna di crowdfunding di successo non è però sufficiente pubblicare la propria idea su una piattaforma web. Occorre pianificare il progetto nei dettagli, preparare dei contenuti adatti a presentarlo efficacemente e sviluppare una strategia di promozione coinvolgente per il proprio pubblico. È pertanto saggio e utile allo stesso tempo appoggiarsi ad un team di project management in grado di garantire il successo dell’iniziativa. Le statistiche americane delle grandi piattaforme parlano di un 80% di successo della raccolta nel caso di progetti portati avanti da un team. Questo dato vale sia per le campagne reward che equity. Partendo dal presupposto che chi lavora alla promozione della campagna deve avere chiari i valori, le ambizioni e gli obiettivi del progetto e di chi lo propone, in linea di massima una squadra vincente dovrebbe essere composta nei termini che seguono:

  • Manager — Il leader è colui che tiene coesa la squadra e la spinge al raggiungimento degli obiettivi. Il manager è la persona che ha il contatto diretto con donatori e possibili investitori. Di solito la figura del manager e del creatore coincidono: chi meglio del creatore ha il carisma per portare avanti la raccolta?
  • Project Manager— la campagna di raccolta fondi ha bisogno di una programmazione delle attività online e offline attenta e precisa. La tabella di marcia deve essere stata definita con cura e rispettata con una pianificazione giornaliera delle azioni da intraprendere.
  • Marketing e PR Manager — il crowdfunding richiede attività sulla rete, incessante e ben costruita. La promozione è certamente l’aspetto fondamentale di ogni campagna. Per farsi notare è necessaria una produzione continua di contenuti di alta qualità e di engagement. Il marketing e pr manager, oltre alla gestione dei contenuti, si occupa dell’organizzazione degli eventi necessari per la promozione del progetto.
  • Addetto Stampa – la promozione del progetto passa attraverso una attività di ufficio stampa dedicato.

Ma come muoversi, dove andare, che cosa cercare in rete quando si decide di intraprendere questa via? Riaggregando i dati elaborati dalla ricerca “The Italian Startup Ecosystem: Who’s Who” promossa da Italia Startup e condotta dagli Osservatori del Politecnico di Milano, EconomyUp.it ha stilato la lista delle principali piattaforme di crowdfunding in Italia, spiegando di che cosa di occupano e inserendo indirizzi e informazioni utili. La lista di piattaforme di crowdfunding comprende 55 piattaforme ed è divisa in base alla diversa tipologia di finanziamento, di cui si è detto sopra.

L’Osservatorio sul Crowd-Investing del Politecnico di Milano ha stilato il primo report sul crowd-investing in Italia. Il Report non intende occuparsi di tutto il mondo del crowdfunding, che riguarda anche progetti non di natura imprenditoriale, ma si focalizza invece appunto sul cosiddetto crowdinvesting, ovvero l’opportunità di raccolta di capitale che ha come controparte una remunerazione del capitale stesso, a titolo di investimento (quindi sui modelli equity e p2p lending). Si tratta della prima ‘fotografia’ effettuata in Italia sul settore, che consente sia di valutare i primi risultati di scelte di policy che hanno consentito anche in Italia di avviare questa nuova industria, sia di individuare limiti e potenzialità, in ottica comparativa rispetto agli altri Paesi.

L’evento di presentazione del Report si terrà mercoledì 29 giugno 2016, ore 10-13 presso l’Edificio BL.27 Politecnico di Milano (aula BL.27.01), Campus Bovisa Via Lambruschini 4 – Milano

PME aiuta a progettare il crowdfunding e supporta chi è interessato nella definizione della strategia end to end e nella stesura del business case e del progetto.

                                                                                                                                                             Lo Staff di PME

 

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